‘Completamente distrutto’ – Come una porta bloccata impedisce agli astronomi di entrare nel mondo dei raggi X

Fuori dall’ufficio di Hiroya Yamaguchi c’è una lavagna piena di stelle che esplodono, diagrammi di astronavi e linee spettrali. Le stampe A4 oscurano quasi tutto lo spazio libero, tranne un piccolo angolo dove ogni tanto scarabocchia con il gesso bianco. In questo momento, Yamaguchi, professore associato presso l’Istituto giapponese di astronautica e astronautica, è in piedi davanti a questa lavagna, di fronte a me.

Mi sta tenendo un corso accelerato sulla missione X-ray Imaging and Spectroscopy, o XRISM, una partnership tra la NASA, la Japan Aerospace Exploration Agency (JAXA) e l’Agenzia spaziale europea (ESA). La prima cosa che ho imparato è che dicevo sempre il nome del telescopio in modo sbagliato. Fortunatamente, ripetevo per lo più nella mia testa la frase errata “ex-riz-um”. In realtà si pronuncia “criz-um”.

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